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Confraternita Santa Croce

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Confraternita Santa Croce

Una fede antica

La tradizione confraternale di Noragugume affonda le proprie radici nel clima posttridentino del XVI secolo, quando sull’intero territorio isolano si diffusero con vigore numerosi sodalizi laicali, espressioni della religiosità popolare. Tra le realtà più attive emersero le confraternite del Rosario e di Santa Croce, quest’ultima particolarmente radicata nella Sardegna centro-settentrionale e tuttora presente in paese con la denominazione sarda di sa Cunfraria de Santa Rughe.

Cuore pulsante della vita spirituale della confraternita è l’omonima chiesa, che da secoli funge da spazio liturgico e aggregativo per confratelli e consorelle. Qui si svolgono non solo momenti di preghiera collettiva, ma anche la recita dei salmi e dei gosos, in occasione di celebrazioni e ricorrenze religiose organizzate dalla stessa comunità confraternale.

La direzione

La direzione interna della confraternita prevede un’articolata struttura organizzativa, al cui vertice si colloca il priore, eletto annualmente con mandato a decorrere dal 14 settembre, giorno in cui si celebra l’Esaltazione della Santa Croce, solennità centrale per l’identità del sodalizio. Nonostante non si conservino fonti certe relative alle modalità storiche di nomina, è verosimile che essa avvenisse tramite voto pubblico e disponibilità volontaria all’incarico.

Il priore è affiancato dal sutapriore (vicepriore) e da altri membri anziani che, secondo la tradizione, rivestono ruoli consultivi. La funzione del priore si estende anche all’ambito economico, con la responsabilità della gestione delle risorse. Tuttavia, i registri di bilancio recano frequentemente le firme di più confratelli, lasciando supporre l’esistenza di una gestione collegiale attraverso un consiglio amministrativo.

Le donne nelle confraternite di Noragugume

Sebbene la normativa interna di diverse confraternite isolane non contemplasse l'ammissione delle donne tra i propri membri, a Noragugume queste hanno da sempre svolto un ruolo preminente all'interno di tali organismi. Accanto all’impegno nella cura materiale della chiesa, esse si sono distinte nella custodia di beni sacri e nella promozione delle pratiche devozionali popolari. Emblematico, in tal senso, il salvataggio del dipinto noto come Su Cuadru de Sas Animas, che testimonia l’attenzione e la responsabilità storicamente assunte dalle consorelle nella salvaguardia del patrimonio religioso.

La figura femminile di riferimento è quella della priorissa de Santa Rughe, spesso individuata tra le parenti del priore in carica o tra donne particolarmente legate alla chiesa di Santa Croce, per motivi devozionali o familiari. Sebbene non venga eletta tramite votazione, la prioressa è designata dal priore stesso e selezionata tra le consorelle. Le sue mansioni includono la cura dell’edificio sacro e l’organizzazione dell’apparato liturgico e ornamentale, con particolare attenzione alle festività principali. Durante le processioni, le prioresse seguono immediatamente i confratelli, occupando una posizione di rilievo all’interno del corteo religioso.

Accanto alla prioressa di Santa Croce, rivestono un’analoga importanza anche le prioresse della Madonna d’Itria e dell’Assunta (Nostra Signora Itiri e Nostra Signora de Mesaustu). A esse spetta il compito di coordinare l’organizzazione delle celebrazioni mariane a esse intitolate, in stretta collaborazione con la parrocchia. Nello svolgimento delle loro funzioni, sono affiancate da viceprioresse (sutapriorissas) e da altre donne volontarie, incaricate della cura decorativa e liturgica delle rispettive chiese lungo l’intero arco dell’anno.

14 settembre: festa dell'Esaltazione della Croce

Il 14 settembre, giorno in cui la Chiesa celebra l’Esaltazione della Croce, rappresenta per la Confraternita di Santa Rughe la solennità più importante dell’anno liturgico. È in questa occasione che, durante la Santa Messa, avviene il passaggio di consegne tra la prioressa uscente e quella entrante. Quest’ultima, in segno di accettazione dell’incarico, recita in lingua sarda la formula di impegno davanti all’intera confraternita, che ascolta in silenzio. Nella stessa occasione, qualora sia presente un nuovo confratello, viene celebrato il suo ingresso ufficiale nella compagnia.

La confraternita di Santa Croce non può essere considerata una semplice associazione folkloristica, ma piuttosto una vera e propria comunità di fede. In alcuni vecchi registri manoscritti viene indicata come una congregazione. L’impegno che ciascun membro assume va infatti ben oltre l’aspetto cerimoniale; l’appartenenza alla confraternita comporta un impegno concreto nell'adesione ai valori cristiani che ne fondano l’identità: la solidarietà verso gli infermi, il sostegno spirituale ai defunti e ai loro familiari, la partecipazione costante alle celebrazioni liturgiche.

Pur non essendo mai stati codificati per iscritto, le consuetudini e i riti che scandiscono la vita della Confraternita si sono mantenuti vivi nel tempo grazie alla trasmissione orale. Questi saperi e queste pratiche costituiscono tuttora un pilastro essenziale della tradizione religiosa e culturale di Noragugume, in cui la memoria collettiva e la fede condivisa si configurano come strumenti di coesione e continuità comunitaria.