Tradizione Poetica
Dove la poesia è memoria condivisa
La poesia in Sardegna, e in particolare nel Nuorese, è stata per secoli una delle forme espressive più radicate nella vita quotidiana e collettiva. Nasceva nelle piazze, nei cortili e nei tzilleri (osterie locali), luoghi di incontro della comunità. A Noragugume, questa tradizione si è mantenuta viva per generazioni, grazie a una produzione poetica popolare e spontanea, coltivata da persone comuni: pastori, contadini, artigiani, uomini e donne semplici ma dotati di grande sensibilità espressiva.
Una scuola poetica locale
Quella noragugumese può essere definita a tutti gli effetti una “scuola poetica”,
intesa come fenomeno collettivo, diffuso e costante nel tempo per modalità
espressive e significati condivisi. Si tratta di una produzione sviluppatasi in un
contesto di isolamento geografico e sociale, in cui tuttavia l’espressione poetica si
affermò come mezzo comunicativo vivo e condiviso. Numerosi cittadini, pur in
assenza di una formazione formale e scolastica, erano in grado di parlare in poesia,
ossia di tradurre eventi, storie e sentimenti in versi.
La trasmissione della poesia noragugumese si è basata quasi esclusivamente
sull’oralità, sostenuta dalla memoria individuale e, in misura minore, da semplici
fogli manoscritti. Veniva improvvisata in occasioni pubbliche e private, con uno
stile diretto e narrativo, legato alla vita di tutti i giorni della comunità. Le forme più
diffuse erano le otadas, i sonetos, modas e duinas, recitati o cantati.
Le tematiche affrontate spaziano dal vissuto individuale alla memoria collettiva:
l’amore per il proprio paese, le relazioni familiari e amicali, i sentimenti religiosi, le
riflessioni politiche e gli avvenimenti comunitari. Emerge anche una partecipazione
femminile significativa, con diverse poetesse che hanno lasciato testimonianza della
loro sensibilità in versi.
Luoghi e momenti della poesia
Ogni anno, l’1 e il 2 giugno, a Noragugume si svolgeva una fiera del bestiame di notevole rilievo per il territorio e, nello stesso periodo, si celebrava la festa della Beata Vergine d’Itria, evento religioso di grande importanza per la comunità locale. Queste ricorrenze attiravano un consistente afflusso di persone dall’area del Marghine e dalle zone limitrofe, come il Goceano e la Barbagia, configurando Noragugume come un punto di riferimento temporaneo in ambito commerciale ma anche culturale e sociale. In quei giorni, le serate di canto a poesia e di canto a chitarra rappresentavano momenti molto attesi, con la partecipazione dei più noti cantadores, spesso invitati dietro compenso. Ma la passione poetica non si limitava ai giorni di festa: si poetava durante il lavoro nei campi, per alleviare il peso della fatica, così come a fine giornata negli tzilleri. Qui era frequente assistere alla nascita spontanea di autentiche gare poetiche, in cui la poesia diventava strumento di dialogo, confronto e intrattenimento.
Il contributo di Costantino Fois
Figura centrale nel recupero recente di questa tradizione è il noragugumese
Costantino Fois, medico veterinario di formazione ma impegnato da anni nello
studio e nella valorizzazione della storia e della cultura del proprio territorio.
La sua opera di ricerca ha portato alla luce testi preziosi come il Manoscritto di
Noragugume, rinvenuto nella casa paterna: una raccolta di canti religiosi popolari,
in particolare gosos, una delle più alte espressioni del canto devozionale sardo. Di
origine catalana, i gosos derivano dai goigs, introdotti in Sardegna nella seconda
metà del Cinquecento, e si sono affermati nel tempo come componentefondamentale del culto popolare.
Trasmesse oralmente e apprese a memoria, queste composizioni venivano cantate in occasione delle festività religiose, consentendo
anche alla popolazione analfabeta di partecipare attivamente ai riti religiosi.
Il lavoro di ricerca di Costantino Fois nel campo della poesia tradizionale ha portato
alla pubblicazione del volume Poetas de Noragugume (2011), testo che raccoglie
numerose composizioni fino ad allora tramandate in forma orale o conservate nei
manoscritti familiari, sottraendole così all’oblio e promuovendone la valorizzazione
sotto i profili artistico, culturale ed etnografico.
L’indagine si è sviluppata attraverso un approccio interdisciplinare, integrando
analisi filologica, consultazione di archivi privati e raccolta e trascrizione di
numerose testimonianze orali. Fois ha così ricostruito un corpus poetico capace di
documentare non solo la vivacità creativa della comunità di Noragugume, ma anche
i processi di costruzione identitaria legati alla parola e alla memoria condivisa: in
un contesto spesso segnato dall’assenza di una formazione scolastica strutturata, la
poesia ha rappresentato uno strumento essenziale di comunicazione e coesione
sociale.


