Tradizione, sapori e identità autentica
La La Tradizione Gastronomica
Noragugume rappresenta un autentico tesoro di tradizioni enogastronomiche profondamente radicate nella cultura agropastorale locale. La cucina del territorio, semplice e genuina, è l’espressione diretta di un’economia legata da secoli all’allevamento e alla lavorazione dei prodotti della terra. Le feste popolari, con i loro riti suggestivi e la viva partecipazione della comunità, costituiscono il contesto ideale in cui queste tradizioni culinarie si manifestano, offrendo ai visitatori un’esperienza sensoriale capace di raccontare, attraverso sapori e gesti antichi, l’identità profonda di un paese che fa della memoria e dell’autenticità il proprio orgoglio.
La cultura della carne nella cucina tradizionale di Noragugume
La carne è protagonista indiscussa nei momenti di festa e nelle occasioni di
lavoro collettivo e di aggregazione comunitaria.
L’agnello (arrosto o bollito) occupa un ruolo centrale in molte preparazioni
tradizionali, valorizzato dall’uso di erbe spontanee che crescono nei dintorni del
paese.
La carne di pecora, invece, viene solitamente bollita. Sono piatti che vengono
spesso accompagnati da patate, finocchietto selvatico e da fave con lardo.
Particolare rilievo assumono i piatti a base di interiora: sa cordula, costituita da
intestino di agnello o capretto intrecciato e arrostito; su trattaliu, ovvero
interiora, fegato, cuore e polmone tagliati e cotti in umido; sas belladinas, piatto
preparato con zampe di maiale ricoperte da uno strato di gelatina; su sufrissu è
una pietanza a base di interiora di maiale soffritte con olive e aceto.
Tra i salumi tradizionali si distingue la salsiccia sarda, insaporita con semi di
finocchietto, anice, aceto e vino.
Formaggi e prodotti caseari: un’antica eccellenza locale
Tra i prodotti caseari spiccano il casizzolu, un formaggio simile al caciocavallo
prodotto solitamente tra Natale e Pasqua, e il famoso casu fatizzu, caratterizzato
dalla presenza delle larve della Piophila casei, che trasformano il formaggio in
una crema dal sapore intenso e piccante.
Altre specialità locali sono su ischidu, latte appena munto con aggiunta di caglio
lasciato poi a fermentare, e s'urte, una crema di formaggio e semola utilizzata per
condire la pasta.
Infine, il formaggio fritto, usato spesso come ripieno delle sabadas, è un piatto
dal sapore deciso, legato alla cucina casalinga e alle ricette tradizionali delle zone
interne della Sardegna.
Il pane: tradizione, festa e quotidianità
La panificazione a Noragugume rappresenta un elemento distintivo del
patrimonio gastronomico locale, articolandosi in una molteplicità di forme e
preparazioni che riflettono sia la dimensione quotidiana della vita sia i momenti
rituali e festivi dell’anno liturgico.
Tra le varietà più diffuse a uso comune si annoverano su bistoccu e sos tundos,
accanto a su pane cun berdas, arricchito con ciccioli di maiale, espressione della
cucina rustica e sostanziosa del territorio.
Il pane classico è invece su tzichi, pane dalla lunga conservabilità con il quale
viene realizzato il mazzamurru, una pietanza simile a una zuppa costituita da
pane ammorbidito con salsa di pomodoro e pecorino grattugiato.
In ambito domestico, il pane veniva anche impiegato come base per piatti simili
alla lasagna, con strati alternati di pane, finocchietto selvatico e formaggio,
successivamente irrorati con acqua di cottura del finocchietto e passati al forno, a
dimostrazione della versatilità di tale alimento nel contesto della cucina locale.
In occasione delle principali festività religiose — in particolare durante la
Settimana Santa e la Pasqua — si preparano invece pani di maggiore complessità
formale e simbolica, come s’iscala, sa rughe, sa corona e sos coccois cun s’ou.
Questi elaborati prodotti da forno, spesso decorati con grande cura, sono
strettamente legati ai temi della Passione e della Resurrezione, e testimoniano il
profondo intreccio tra cultura alimentare e spiritualità nel contesto
noragugumese.
I dolci della tradizione: espressioni rituali del calendario festivo
La tradizione dolciaria di Noragugume si sviluppa in stretta connessione con le
principali ricorrenze del calendario religioso e festivo, configurandosi come un
patrimonio gastronomico legato ai ritmi collettivi della comunità.
In occasione della festività di Sant’Antonio Abate, si preparano le ziliccas, dolci
realizzati con pasta violada (pasta frolla arricchita con strutto), al cui interno si
trova un ripieno di sapa.
Durante il periodo carnevalesco, trovano ampia diffusione le zippulas, frittelle
soffici tipiche della Sardegna, e i culurzones in versione dolce, farciti con un
composto di mandorle e marmellata.
La Pasqua è invece segnata dalla preparazione delle casadinas (conosciute anche
con il nome di formaggelle), ripiene di formaggio fresco, e dei coccois, dolci
lievitati dalla forma circolare o a colomba, ornati con mentine colorate e
cioccolatini, espressione della gioiosità del periodo pasquale.
Infine, in occasione della festa di Ognissanti, si confezionano i tradizionali
pabassinos, biscotti rustici realizzati con un impasto a base di frutta secca.
Risorse naturali: erbe, frutti e piante del territorio
Il paesaggio agrario e silvestre che circonda Noragugume costituisce una risorsa
fondamentale per la gastronomia locale, offrendo una varietà di ingredienti che
arricchiscono i piatti della tradizione.
Tra gli aromi più diffusi spicca il finocchietto selvatico, utilizzato in numerose
preparazioni insieme a diverse erbe spontanee raccolte nei campi. È il caso di
s’ermuzu, pietanza ottenuta mediante una cottura in padella con lardo e aggiunta
di latte e semola.
I terreni sabbiosi presenti nell’area favoriscono la crescita di asparagi di pregio,
mentre i boschi autunnali costituiscono un habitat favorevole per la raccolta di
funghi spontanei.
Elemento caratteristico del paesaggio rurale sono inoltre i perastri: antichi peri
mandorlini innestati lungo i bordi delle strade, un tempo pensati per fornire
nutrimento ai viandanti.
Tra le piante simbolo della zona si distingue il fico d’India, il cui frutto, oltre a
essere consumato fresco, è utilizzato per la produzione della sapa, uno sciroppo
di mosto ottenuto dopo giorni di cottura e filtraggi e utilizzato nel corso dell'anno
per la preparazione di numerosi dolci.


