Monumenti nuragici
testimonianza millenaria della Sardegna antica
Il territorio di Noragugume si configura come un’area di straordinario valore
archeologico, caratterizzata da una notevole densità di monumenti megalitici e
nuragici, la cui imponenza non solo riflette la complessità delle culture che li hanno
prodotti, ma anche la capacità di tali manufatti di suscitare ancora oggi ammirazione,
curiosità e rispetto, anche nel visitatore meno esperto.
Tra le testimonianze più significative si annoverano il nuraghe Tolinu, il menhir di
Sa Pedra 'e Taleri, la tomba ad arcosoli Sa Cresia Noa, nonché altri elementi
monumentali risalenti al periodo prenuragico e nuragico. Tali vestigia costituiscono
un corpus coerente e articolato, in grado di restituire un’immagine vivida della
complessa stratificazione insediativa e culturale del territorio.
Nonostante l'evidente importanza di questo patrimonio, ad oggi non è mai stata
intrapresa un’attività di ricognizione sistematica né una campagna di indagini
stratigrafiche estese. In assenza di ricerche approfondite, è lecito ipotizzare che il
sottosuolo possa ancora celare ulteriori testimonianze materiali, rimaste finora
inesplorate a causa dell’azione del tempo e dell’assenza di interventi archeologici
strutturati.
Sa pedra 'e Taleri: Sacralità e leggenda
Tra i monumenti più rappresentativi spicca il menhir di Sa Pedra 'e Taleri,
considerato uno dei più noti dell'intero territorio sardo. Il monolito è stato datato tra
il 3300 e il 2500 a.C., collocandosi quindi nel pieno del Neolitico recente e venendo
riconosciuto come menhir protoantropomorfo.
L’altezza complessiva di oltre 4 metri e la forma ogivale, insieme alla fine
lavorazione a martellina della pietra basaltica, ne fanno un esempio eccellente di
megalitismo sacro. È realizzato in un unico blocco litico, molto probabilmente estratto dai banchi rocciosi ubicati circa 300 metri a ovest del sito.
Il menhir si erge isolato su un pianoro privato, circondato da frammenti di ceramiche
grezze, schegge di ossidiana, macine e pestelli, tutti elementi che suggeriscono la
presenza di attività cultuali o rituali.
L’aura sacrale che avvolge il sito è amplificata dalla leggenda secondo cui il menhir
sarebbe il risultato di una metamorfosi miracolosa: Giorgia Rajosa, una donna che
negò del pane a un mendicante (poi rivelatosi essere Dio), venne da lui trasformata
in pietra. Questo mito ha lasciato in eredità al sito anche la denominazione
alternativa di "Sa Pedra de Giorgia Rajosa".
Sa perda 'e Taleri
Su Forru de Su Taleri: la domus de janas di Noragugume
La domus de janas Su Forru de Su Taleri è situata a circa 250 metri a sud-ovest del menhir di Sa Pedra 'e Taleri. Ricavato alla base di un affioramento roccioso, l'ipogeo presenta un ingresso di forma quadrangolare orientato a sud-est, dal profilo irregolare e leggermente arrotondato, con evidenti segni di rimaneggiamento successivo. L'entrata immette in una tomba a pianta monocellulare dotata di una nicchia terminale. La camera principale presenta una forma vagamente quadrata, con soffitto concavo e pavimento con netta inclinazione verso l'ingresso. Sul fondo della cella si apre una nicchia secondaria di forma sub-circolare, accessibile attraverso un'apertura di 0,45 m di larghezza. Il soffitto della nicchia è a forno, mentre il pavimento segue – accentuandola – l’inclinazione già rilevata nell’ambiente principale. L'intera struttura appare incompleta, come suggerisce l’irregolarità del piano di calpestio nelle due celle, la cui normalizzazione, evidentemente, non venne ultimata.
Il nuraghe Tolinu: tra architettura e paesaggio
Il nuraghe Tolinu rappresenta una delle più imponenti espressioni dell’architettura nuragica nel territorio di Noragugume. La sua posizione è altamente scenografica: si erge su uno sperone roccioso a sud-est dell’abitato, affacciandosi sulla piana di Ottana, e domina l’intero paesaggio circostante. La struttura è riconducibile a un nuraghe complesso, edificato verosimilmente durante la media età del Bronzo. Comprende una torre centrale principale, un bastione e una torretta laterale, quest’ultima parzialmente interrata. Le caratteristiche strutturali suggeriscono una pluralità di fasi costruttive, segno di un uso prolungato e continuo dell’edificio, con successivi adattamenti funzionali nel tempo. La planimetria copre una superficie di oltre 600 metri quadrati, e la presenza di ambienti adiacenti ha indotto gli archeologi a ipotizzare l’esistenza di un ampio insediamento abitativo, oggi in parte scomparso o non ancora portato alla luce. L’impressionante monumentalità del sito e la vista panoramica che offre rendono la visita al complesso un’esperienza di profondo impatto visivo e culturale.
Nuraghe - Tolinu
Tomba ad arcosoli Sa Cresia Noa
A circa 3 km dall’abitato, in località Baccarzos, sorge la cosiddetta “Cresia Noa”, una struttura funeraria ipogeica collocata in un terreno privato. L’accesso avviene tramite una discesa che porta a circa 2 metri sotto il livello del piano di campagna, dove si apre una camera rettangolare alta 2 metri, profonda 2,60 metri e larga 4 metri. Le pareti corte e quella di fondo presentano nicchie ad arcosolio, una tipologia funeraria riconducibile ai modelli tardo-antichi, diffusi soprattutto in ambito catacombale. Secondo la tradizione locale, il sito sarebbe stato in origine una tomba, poi trasformata in cappella (forse dedicata a Sant'Antonio), configurandosi come esempio di riuso cultuale e sincretismo religioso.
Nuraghe Irididdo
Sorge in posizione strategicamente dominante a nord-est dell’abitato di Noragugume, lungo il margine di un altopiano basaltico che delimita, sul versante meridionale, la valle del Rio Murtazzolu. L’edificio principale, oggi ridotto a un accumulo di macerie, presenta tuttavia caratteristiche riconducibili alla tipologia dei nuraghi a corridoio. La struttura originaria, verosimilmente articolata in più ambienti, presenta una pianta subcircolare o ellittica, cui si affianca una prominenza semicircolare forse interpretabile come torretta o capanna annessa. Il paramento murario, in gran parte crollato sul lato nord-nord-ovest, si conserva in altezza variabile. Sebbene lo stato attuale di conservazione non consenta una lettura completa dell’articolazione planimetrica interna del corpo principale, si può ragionevolmente escludere che il vano della torretta fosse coperto a tholos, data l’esiguità dello spessore murario residuo. Secondo le osservazioni compiute dall'archeologo Antonio Taramelli nei primi del Novecento, la torre si conservava allora per un’altezza di circa tre metri, attestando una situazione strutturale oggi significativamente compromessa. Nel complesso, le caratteristiche morfologiche e la collocazione topografica del Nuraghe Irididdo suggeriscono una duplice funzione, tanto difensiva quanto abitativa, inserita in un più ampio sistema insediativo di controllo territoriale dell’altopiano e della sottostante vallata.
Nuraghe Mura 'e Sune (o Muresune)
Ubicato circa 600 metri a sud dell’attuale abitato di Noragugume, si erge sul margine roccioso che domina il corso del rio Pentuma. Si tratta di un classico esempio di nuraghe monotorre a pianta circolare, dotato di camera centrale, nicchia e scala d’andito, elementi costruttivi ricorrenti nell’architettura megalitica dell’età nuragica. La struttura presenta un diametro considerevole (circa 15,50 metri), con muratura accuratamente realizzata mediante blocchi di basalto disposti in filari orizzontali regolari e ben squadrati, a testimonianza di un’elevata perizia tecnica. L’altezza massima del residuo della torre si riscontra lungo la verticale dell’ingresso, dove si conservano otto filari per un’altezza di 4,55 metri, mentre sul lato opposto la struttura è ridotta a un solo filare, con un’altezza residua di appena 0,55 metri. L’ingresso, orientato a sud-est, è sormontato da un architrave ben rifinito, dotato di un finestrino di scarico. Il corridoio retrostante si sviluppa per una lunghezza di 6,05 metri e un’altezza variabile tra 2,10 e 2,50 metri. Il vano scala, oggi parzialmente ostruito dal crollo, si apre sul lato sinistro dell’andito. Sulla parete opposta, in asse con la scala, si trova un’apertura trapezoidale architravata che conduce a una nicchia. L’ambiente principale, oggi fortemente compromesso dal crollo, non è attualmente rilevabile nella sua configurazione completa, ma l’articolazione interna sembrerebbe riproporre la tipica suddivisione a tre nicchie disposte a croce.
Nuraghe Litzera o Niugurbu
Il monumento si colloca in posizione strategica sul margine settentrionale del rilievo che si affaccia sulla valle del Riu Su Pirizzolu. Tale ubicazione evidenzia una scelta 27 insediativa funzionale al controllo del territorio, in linea con le consuetudini architettoniche dell’epoca. Riconducibile alla tipologia monotorre, il nuraghe presenta una pianta di forma circolare e mostra tracce di una possibile copertura a tholos, sebbene lo stato attuale di conservazione non consenta una classificazione tipologica definitiva. La struttura si sviluppa parzialmente lungo la scarpata e si conserva per un' altezza massima di 2,50 metri. L’ingresso, non più identificabile con certezza, è ipotizzabile in posizione sudorientale, coerentemente con l’orientamento di altre strutture analoghe. Sul piano di crollo è ancora visibile un breve tratto della scala interna, elemento che testimonia la presenza di un livello superiore, ora non più conservato. L’ambiente circostante è caratterizzato dalla presenza di altri complessi nuragici, che concorrono a delineare un quadro insediativo articolato e coerente.
Dolmen Baccarzos
Situata in località Baccarzos, la tomba megalitica attualmente costituita da un breve vano rettangolare delimitato da due grandi ortostati verticali, sui quali poggia direttamente una massiccia lastra di copertura. I due elementi portanti laterali presentano entrambi lunghezza di circa 2,30 metri e altezza di 0,94 metri, con spessore che varia leggermente tra 0,70 e 0,62 metri. È evidente la cura con cui sono stati lavorati: le estremità risultano rastremate, mentre i margini interni sono leggermente rientranti, creando così una sezione trapezoidale ben definita. La pietra monolitica di copertura ha forma rettangolare, e presenta una vistosa sbrecciatura in uno dei lati più corti.


